Ciao Chiara
I cold start dentro una VPC con Lambda possono diventare un incubo quando la concurrency esplode all’improvviso. Il collo di bottiglia che sospetti sugli ENI è reale: ogni nuovo container deve agganciarsi alla rete e se le subnet sono già tirate al limite di IP o se colpisci i rate limit di CreateNetworkInterface, i timeout arrivano subito. La best practice che vedo più spesso in produzione è abilitare Provisioned Concurrency per pre‑riscaldare gli ambienti e ridurre il penalty di latenza. Occhio anche alla configurazione delle subnet: avere abbastanza IP disponibili e distribuirli su più AZ può aiutare. Per il traffico a burst, un’architettura decoupled con SQS o EventBridge è spesso la via più semplice per smussare i picchi e non stressare l’Hyperplane ENI. In pratica: provisioned concurrency + tuning delle subnet + smoothing del traffico = meno cold start e meno timeout.
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